giornata di studi
GLI INSEDIAMENTI TRADIZIONALI DELLE ALPI
Problemi di conservazione e riuso
venerdì 17 novembre | Politecnico di Milano | Via Ampere n. 2 | 10.00 - 13.00 / 15.00 - 18.30 | 6CFP gratuito

Per ottenere i crediti è necessaria la partecipazione alla sessione del mattino e pomeriggio.
Iscrizioni e programma: piattaforma im@teria

mattino: incontro/workshop/laboratorio

pomeriggio: Montagne di Architettura: dialoghi e incontri

Quando si parla di architettura di montagna, il pensiero corre spontaneo ad antiche tradizioni: è un’idea in gran parte legata alla nostalgia per un mondo arcaico che si vorrebbe rievocare. Oltre questa visione idealizzata, rimane una realtà fatta di segni e testimonianze impressi nel paesaggio. La crisi cui sono andate incontro nel secolo scorso le “società tradizionali” sembrerebbe aver precluso a quei segni la possibilità di influire, in modo progressivo, sulle trasformazioni del paesaggio.
Le testimonianze ancora intatte di quel mondo tradizionale si fanno oggi sempre più ridotte. Gli stravolgimenti delle economie rurali, delle modalità insediative e dei modelli di vita che il Novecento ha portato con sé sembrano aver precluso ogni possibile futuro agli insediamenti tradizionali delle Alpi, divisi tra controversi
interventi di riuso e una condizione di totale abbandono e rovina.


Oggi occorre attualizzare la riflessione sul patrimonio diffuso ereditato dalla tradizione, che proprio l’abbandono, in taluni casi, ha paradossalmente preservato da incongrue trasformazioni, e che oggi si mostra nella sua dimensione di fragile e preziosa eredità su cui riposa la possibilità di valorizzare i paesaggi alpini ancora intatti.
La salvaguardia e il recupero di queste ultime testimonianze appaiono oggi importanti, non soltanto per il loro valore storico‐documentale, ma anche per le suggestioni che possono esercitare sull’architettura, per la loro forza di evocazione e per la loro capacità di proporre una mediazione, sino a porsi come tramite per
l’elaborazione di nuove forme. Così gli insediamenti tradizionali diventano un ponte tra passato e futuro, tra cose immaginate e cose progettate, materiale disponibile all’elaborazione di un nuovo pensiero e di un nuovo destino per i paesaggi di montagna.
La mattinata di studi vedrà l’alternarsi interventi di studiosi ed esperti di queste tematiche, con presentazione di casi studio ed esperienze progettuali.
Si discuterà del patrimonio rurale della tradizione alpina, della sua conservazione e riuso, comprese tutte le gradazioni del cambio di destinazione d’uso. Il patrimonio rurale nasce da un rapporto tra uomo e natura che si è lentamente costruito nei secoli e rappresenta oggi un’importante testimonianza di cultura e civiltà.
Insediamenti preziosi e autentici si sono conservati sino a oggi, in un rapporto ininterrotto con il paesaggio agricolo, pur minacciati dall’abbandono o dalle trasformazioni incongrue. Il tema della loro tutela si declina nelle possibilità di musealizzazione, riuso e rifunzionalizzazione degli insediamenti meglio conservati, ma anche nel ripensamento e riqualificazione del vastissimo patrimonio che ha già subito, nel secondo Novecento, un primo ciclo di trasformazione realizzato con logiche e tecniche costruttive che oggi richiedono di intervenire per precoce obsolescenza o povertà di prestazioni, e che rappresentano una preziosa osservazione di dialogo tra le possibilità dell’architettura e le opportunità di riuso.

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