Il 20 aprile 2016, presso il Mart di Rovereto (TN), è stata ufficializzata la nascita di “Architetti Arco Alpino”.

L’Associazione, creata allo scopo di sviluppare sinergie tra i partecipanti e coordinarsi su temi comuni legati alle tematiche culturali e professionali con rilevante caratterizzazione “alpina”, rappresenta i tredicimila professionisti iscritti ai nove Ordini degli architetti italiani dell’arco alpino (dalla Val d’Aosta a Udine).

L’Associazione, senza scopo di lucro, persegue finalità e azioni di utilità culturale e sociale finalizzate a promuovere la trasformazione del paesaggio e del patrimonio costruito, affrontando le specificità normative e le ritrosie culturali che caratterizzano il rapporto tra architettura contemporanea e tradizione. 

Statuto AAA

Costruire nelle Alpi è diverso rispetto a qualsiasi altro luogo: le condizioni sono estreme, la memoria tenace, lo sviluppo impetuoso e disordinato. Gli architetti di tutto l’arco alpino, incontrandosi, hanno scoperto di avere molto in comune, compresi gli ideali da condividere e alcune battaglie da affrontare insieme.

«Nelle Alpi convivono zone abbandonate con territori iper sfruttati - afferma il neopresidente di AAA, Alberto Winterle, dell'Ordine degli Architetti pianificatori paesaggisti e conservatori di Trento- È importante, però, essere aperti anche al contemporaneo. Proprio negli ambienti in cui c’è più consapevolezza del valore della montagna, c’è più coraggio a usare il linguaggio contemporaneo».

I temi in agenda sono diversi: dal rapporto fra progetto e paesaggio alla cura dei rapporti con le nazioni confinanti, dalla questione dei rifugi in territori incontaminati alla valorizzazione di percorsi a bassa e alta quota, dai problemi legati a terremoti e valanghe a quelli relativi gli impianti a fune in una fase di cambiamento dei modelli turistici, dalle seconde case alle grandi e piccole stazioni sciistiche. «Vogliamo essere presenti come interlocutori nei tavoli di confronto della macroregione alpina», ha dichiarato Giovanni Vanoi, presidente dell'Ordine degli Architetti di Sondrio.

Durante il «battesimo» dell’associazione AAA al Mart di Rovereto, sono stati presentati due progetti di forte impatto realizzati oltre i 2.500 metri di quota: il rifugio Ponte di Ghiaccio in valle Aurina (studio MoDus Architects di Bressanone) che sarà terminato per il prossimo autunno e la stazione alpina LEAPrus 3912 in Caucaso (Leap Factory di Torino), già consacrata come l’albergo più alto del mondo. 

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